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Marengo 20 Lire Vittorio Emanuele III - Aratrice - Italia

Marengo 20 Lire Vittorio Emanuele III Aratrice - Italia, storica moneta aurea del Regno d'Italia caratterizzata dalla celebre allegoria dell'Italia Aratrice. Coniata in oro 900/1000, presenta un peso lordo di 6,45 grammi, contiene circa 5,81 grammi di oro puro e misura 21 mm di diametro. Sul dritto compare Vittorio Emanuele III in uniforme, mentre sul rovescio l'Italia è raffigurata come un'aratrice con fascio di spighe e aratro. La tipologia fu autorizzata nel 1910, con emissione ordinaria nel 1912 e successive coniazioni per collezionisti nel 1926 e 1927. Moneta autentica, verificata e garantita da Euronummus.

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Marengo 20 Lire Vittorio Emanuele III Aratrice - Italia

Il Marengo 20 Lire Vittorio Emanuele III Aratrice - Italia è una delle più caratteristiche monete auree del Regno d'Italia del primo Novecento e si distingue nettamente dai precedenti Marenghi italiani per il nuovo linguaggio artistico utilizzato sul rovescio.

La moneta è coniata in oro 900/1000, presenta un peso lordo di 6,45 grammi e contiene circa 5,81 grammi di oro puro, equivalenti a circa 0,1867 once troy di oro fino. Il diametro è di 21 millimetri e il bordo è rigato.

Sul dritto compare Vittorio Emanuele III in uniforme, mentre il rovescio raffigura una figura allegorica dell'Italia nelle vesti di un'aratrice, con un fascio di spighe nella mano sinistra e la mano destra poggiata sull'aratro.

Caratteristiche della 20 Lire Aratrice

  • Paese emittente: Italia
  • Stato: Regno d'Italia
  • Sovrano: Vittorio Emanuele III
  • Valore nominale: 20 Lire
  • Tipologia: Aratrice
  • Metallo: Oro
  • Titolo: 900/1000
  • Purezza: 90% oro
  • Peso lordo: 6,45 g
  • Oro fino: circa 5,81 g
  • Oro fino in once: circa 0,1867 oz troy
  • Diametro: 21 mm
  • Bordo: rigato
  • Anno principale di emissione: 1912
  • Altri millesimi: 1910, 1926 e 1927
  • Zecca: Roma
  • Segno di zecca: R
  • Modellista del rovescio: Egidio Boninsegna
  • Incisore: Luigi Giorgi

Cos'è la 20 Lire Aratrice?

La 20 Lire Aratrice è una moneta d'oro del Regno d'Italia emessa durante il regno di Vittorio Emanuele III e appartenente allo standard aureo tradizionalmente associato ai Marenghi italiani.

Con 6,45 grammi di peso, titolo 900/1000 e circa 5,81 grammi di oro fino, mantiene le principali caratteristiche tecniche dei precedenti Marenghi da 20 Lire.

La grande differenza riguarda l'iconografia: al tradizionale stemma sabaudo dei Marenghi ottocenteschi viene sostituita una composizione allegorica dedicata all'Italia agricola e al lavoro della terra.

Quanto pesa la 20 Lire Aratrice?

La 20 Lire Vittorio Emanuele III Aratrice pesa 6,45 grammi e presenta un diametro di 21 millimetri.

Questo valore rappresenta il peso lordo della moneta e non deve essere confuso con la quantità effettiva di oro puro contenuta.

Le dimensioni e il peso mantengono una continuità tecnica con il tradizionale standard del Marengo italiano.

Quanto oro contiene la 20 Lire Aratrice?

La 20 Lire Aratrice contiene circa 5,81 grammi di oro puro.

La moneta è realizzata in oro 900/1000, quindi circa il 90% del peso complessivo è costituito da oro.

Espresso nell'unità utilizzata internazionalmente per i metalli preziosi, il contenuto aureo equivale a circa 0,1867 once troy di oro fino.

Perché pesa 6,45 g ma contiene circa 5,81 g di oro?

La differenza deriva dal titolo della lega, pari a 900/1000.

I 6,45 grammi rappresentano il peso lordo della moneta, mentre circa 5,81 grammi corrispondono esclusivamente all'oro fino effettivamente contenuto.

La parte restante è costituita dagli altri metalli presenti nella lega, utilizzati anche per conferire alla moneta maggiore resistenza rispetto all'oro puro.

Quando fu coniata la 20 Lire Aratrice?

La tipologia Aratrice fu autorizzata con il Regio Decreto del 5 maggio 1910 n. 258.

La produzione iniziò nel 1910, ma quasi tutti gli esemplari di quell'anno furono successivamente rifusi a causa di problemi relativi al titolo della pasta aurea.

Il 1912 rappresenta quindi il principale millesimo della normale emissione della 20 Lire Aratrice, mentre le successive monete del 1926 e 1927 furono realizzate esclusivamente per collezionisti e senza corso legale.

La rarissima 20 Lire Aratrice del 1910

Il millesimo 1910 occupa una posizione particolare nella storia della moneta.

La produzione iniziale raggiunse alcune decine di migliaia di esemplari, ma praticamente tutta la coniazione venne rifusa in seguito ai problemi riscontrati nella lega aurea.

Solo un numero estremamente limitato di esemplari è sopravvissuto, motivo per cui il 1910 deve essere distinto nettamente dalle normali monete Aratrice presenti sul mercato.

20 Lire Aratrice 1912

Il 1912 costituisce il principale millesimo della 20 Lire Aratrice destinata alla normale emissione.

La moneta mantiene le caratteristiche di 6,45 grammi, oro 900/1000 e diametro di 21 millimetri, con il caratteristico disegno dell'Italia Aratrice sul rovescio.

Per questo motivo, quando si parla genericamente di 20 Lire Vittorio Emanuele III Aratrice, il 1912 rappresenta una delle date di riferimento fondamentali della tipologia.

20 Lire Aratrice 1926 e 1927

La tipologia Aratrice venne ripresa anche nei millesimi 1926 e 1927.

Queste emissioni presentano tuttavia una natura differente rispetto al 1912: furono realizzate esclusivamente per il mercato collezionistico e senza corso legale.

Le tirature estremamente ridotte rendono necessario distinguere questi millesimi dalla normale emissione quando si valuta uno specifico esemplare.

Vittorio Emanuele III sul dritto

Sul dritto della moneta compare il busto di Vittorio Emanuele III in uniforme rivolto verso sinistra.

Il ritratto è circondato dalla legenda VITTORIO EMANUELE III.

Lungo il bordo è inoltre presente il caratteristico nodo sabaudo incuso all'interno di un piccolo elemento rettangolare.

L'Italia Aratrice sul rovescio

Il rovescio costituisce l'elemento che dà il nome alla moneta e ne determina la forte riconoscibilità.

L'Italia è rappresentata allegoricamente come un'aratrice: nella mano sinistra tiene un fascio di spighe, mentre con la mano destra si appoggia al manico di un aratro.

La composizione richiama il lavoro agricolo, la fertilità della terra e l'immagine di una nazione fondata anche sulla propria attività produttiva.

La legenda REGNO D'ITALIA

Nella parte superiore del rovescio compare la legenda REGNO D'ITALIA in caratteri di ispirazione lapidaria romana.

Il valore nominale è disposto ai lati della figura: la parola LIRE compare a sinistra e il numero 20 a destra.

In esergo sono riportati il millesimo, il segno della zecca di Roma e gli elementi identificativi degli autori del disegno.

Egidio Boninsegna e Luigi Giorgi

La 20 Lire Aratrice nasce dalla collaborazione di due importanti protagonisti della medaglistica italiana: Egidio Boninsegna e Luigi Giorgi.

Sotto la linea dell'esergo del rovescio compaiono infatti le indicazioni E. BONINSEGNA M. e L. GIORGI INC., che identificano rispettivamente il modellista e l'incisore.

La loro collaborazione contribuì a creare una moneta profondamente diversa, sul piano artistico, dai tradizionali Marenghi sabaudi dell'Ottocento.

La zecca di Roma e il segno R

La 20 Lire Aratrice è associata alla Regia Zecca di Roma.

Il segno di zecca R compare sul rovescio in prossimità del millesimo.

Zecca, anno e caratteristiche della specifica emissione sono elementi fondamentali per una corretta classificazione numismatica della moneta.

Perché la moneta si chiama Aratrice?

Il nome Aratrice deriva direttamente dalla figura allegorica rappresentata sul rovescio.

L'Italia non viene raffigurata attraverso uno stemma o un semplice simbolo araldico, ma come una donna impegnata nel lavoro agricolo con spighe e aratro.

Questa iconografia è talmente caratteristica da essere diventata la denominazione comunemente utilizzata per identificare l'intera tipologia.

20 Lire Aratrice e Marengo Umberto I: quali differenze?

La 20 Lire Aratrice e il precedente Marengo Umberto I condividono sostanzialmente lo stesso standard aureo: circa 6,45 grammi di peso, oro 900/1000 e circa 5,81 grammi di oro fino.

La differenza più evidente riguarda il rovescio. Sul Marengo Umberto I domina lo stemma sabaudo, mentre sulla moneta di Vittorio Emanuele III compare la nuova allegoria dell'Italia Aratrice.

Il confronto mostra quindi l'evoluzione artistica della monetazione italiana tra la fine dell'Ottocento e il primo Novecento.

20 Lire Aratrice e Vittorio Emanuele II

Anche le 20 Lire di Vittorio Emanuele II condividono con l'Aratrice lo standard aureo tradizionale del Marengo italiano.

Le emissioni di Vittorio Emanuele II appartengono però alla prima fase del Regno d'Italia e utilizzano un'iconografia monarchica basata sul ritratto del sovrano e sullo stemma sabaudo.

L'Aratrice mantiene quindi la continuità tecnica del Marengo ma introduce un linguaggio artistico completamente differente.

La 20 Lire Aratrice è un Marengo?

La 20 Lire Aratrice condivide con il tradizionale Marengo italiano le caratteristiche fondamentali di valore nominale, peso e titolo: 20 Lire, circa 6,45 grammi e oro 900/1000.

Per questo motivo viene comunemente inserita nella famiglia dei Marenghi italiani.

Dal punto di vista numismatico costituisce tuttavia una specifica tipologia di Vittorio Emanuele III, caratterizzata da una propria iconografia e da una storia di emissione particolare.

20 Lire Aratrice e Unione Monetaria Latina

Le caratteristiche tecniche della 20 Lire Aratrice derivano dallo standard monetario consolidato nell'Ottocento e utilizzato nell'ambito dell'Unione Monetaria Latina.

Il peso di circa 6,45 grammi e il titolo 900/1000 consentono di confrontarla direttamente con i tradizionali 20 Franchi francesi, svizzeri e belgi.

La moneta conserva quindi lo standard aureo internazionale del Marengo pur adottando un design pienamente italiano e novecentesco.

20 Lire Aratrice o Sterlina d'oro?

La 20 Lire Aratrice e la Sterlina d'oro britannica sono due monete auree storiche, ma utilizzano standard differenti.

L'Aratrice contiene circa 5,81 grammi di oro puro ed è coniata in oro 900/1000, mentre la Sterlina presenta peso, titolo e quantità di oro fino differenti.

Per confrontarle correttamente è opportuno considerare contenuto aureo, prezzo, millesimo, rarità e stato di conservazione.

20 Lire Aratrice o lingotto d'oro?

La 20 Lire Aratrice e un lingotto rappresentano due differenti modalità di detenere oro fisico.

Nella moneta il contenuto aureo si combina con una specifica emissione storica caratterizzata da sovrano, anno, iconografia, zecca e interesse numismatico.

Un lingotto viene invece normalmente valutato soprattutto in relazione a peso, purezza, produttore e quotazione dell'oro.

Come si determina il valore della 20 Lire Aratrice?

Una componente del valore della 20 Lire Aratrice deriva dai circa 5,81 grammi di oro puro contenuti e dalla quotazione internazionale dell'oro.

Per questa tipologia assumono però particolare importanza anche millesimo, tiratura, rarità, natura dell'emissione e stato di conservazione.

Il 1910, il 1912 e le emissioni collezionistiche del 1926 e 1927 non devono quindi essere valutati come esemplari equivalenti soltanto perché condividono peso e contenuto aureo.

20 Lire: valore nominale e valore attuale

Le 20 Lire riportate sulla moneta rappresentano il valore nominale storico dell'emissione e non coincidono con il suo valore commerciale attuale.

Oggi la valutazione dipende dal contenuto in oro e, soprattutto per particolari millesimi dell'Aratrice, dalle caratteristiche numismatiche dello specifico esemplare.

È quindi necessario distinguere tra valore facciale, valore dell'oro e valore numismatico.

La 20 Lire Aratrice è rara?

La rarità della 20 Lire Aratrice dipende fortemente dal millesimo.

Gli esemplari del 1910 sopravvissuti alla rifusione sono estremamente rari, mentre le emissioni del 1926 e 1927 furono prodotte in quantità molto limitate esclusivamente per collezionisti. Il 1912 rappresenta invece la principale emissione ordinaria della tipologia.

Per determinare correttamente il valore è quindi indispensabile identificare anno, autenticità e stato di conservazione dello specifico esemplare.

Come conservare una 20 Lire Aratrice

Per preservare le superfici della moneta è consigliabile evitare pulizie, lucidature e manipolazioni non necessarie.

Una protezione adeguata aiuta a limitare impronte, graffi, abrasioni e contatti accidentali.

La conservazione originale assume particolare importanza per una tipologia nella quale millesimo e stato delle superfici possono incidere sensibilmente sulla valutazione numismatica.

20 Lire Aratrice autentica e certificata Euronummus

La Marengo 20 Lire Vittorio Emanuele III Aratrice - Italia commercializzata da Euronummus viene verificata in relazione all'autenticità e alle caratteristiche della specifica referenza.

La moneta presenta un titolo di oro 900/1000, un peso lordo di 6,45 grammi e un diametro di 21 millimetri.

Euronummus propone inoltre la confezione CertiGOLD con certificato di garanzia per la protezione e la presentazione della moneta.

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La 20 Lire Aratrice combina circa 5,81 grammi di oro puro con una delle più originali iconografie della monetazione del Regno d'Italia.

Vittorio Emanuele III, l'allegoria dell'Italia con spighe e aratro, la zecca di Roma e la particolare storia dei millesimi 1910, 1912, 1926 e 1927 rendono questa emissione nettamente distinguibile dagli altri Marenghi italiani.

Euronummus SpA opera ai sensi della Legge 7/2000, con attenzione all'autenticità e alle caratteristiche dei prodotti commercializzati.

  • Riferimento
    MAN0010
  • Metallo
    Oro
  • Titolo
    900/1000
  • Peso lordo
    6,45 grammi
  • Peso oro puro
    5,8 grammi
  • Diametro
    21 millimetri
  • Anno
    Anni misti

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