Marenghi

Il primo Marengo fu prodotto dal 1803 ed il 1815; il suo diametro era di 21 mm, con un peso di 6,45 grammi ed un titolo d'oro di 900 millesimi. Le monete portavano l'effigie di Napoleone Bonaparte, in un primo momento come primo console e successivamente come imperatore dei francesi. Dopo la caduta di Napoleone la produzione di monete dello stesso tipo continuò e l'utilizzo del nome fu esteso a tutte le monete da 20 franchi d'oro prodotte in Francia nel XIX secolo. A seguito dell'istituzione dell'Unione monetaria latina, il nome marengo fu esteso anche alle altre monete dell'unione con lo stesso valore, tra le quali le 20 lire italiane. Il nome rimase alle monete auree da 20 franchi (o 20 lire) coniate successivamente da Francia, Belgio, Svizzera, Italia e a monete di simile taglio coniate da altri paesi, cioè quelle monete coniate dai paesi facenti parte della Lega Latina che si impegnavano così a rispettare il valore nominale e il peso del Marengo nella loro coniazione. Queste tipologie di monete hanno un valore di mercato che si aggira attorno ai 250 Euro ed è strettamente correlato alla fluttuazione del prezzo dell'oro. Infatti il peso netto dell'oro puro contenuto è di 5,805 grammi essendo la moneta "marengo" del peso lordo di grammi 6,45 oro a titolo 900 millesimi(90 percento oro puro 10 percento rame) e diametro di millimetri 22. Esistono però dei Marenghi "da collezione" di valore molto più elevato, la cui rarità collezionistica supera l'intrinseco valore del contenuto aureo. Per esempio sono rari o molto rari gli esemplari coniati da Vittorio Emanuele II dal 1870 al 1872,il rarissimo 1873 Roma e i 1874/1875.Le annate rare dei marenghi coniati da Umberto I sono 1884,1889,1891,1893,1897. Questi marenghi rari sono spesso purtroppo riconiati dai falsari e quindi la maggior parte degli esemplari circolanti sono dei falsi, anche d'epoca. L'ammontare in pezzi dei marenghi coniati dai re del regno d'Italia Vittorio Emanuele II e suo figlio Umberto I sono rispettivamente circa 11.743.000 pezzi quelli coniati da Vittorio Emanuele II fra il 1861 e il 1878, e circa 8.763.000 coniati dal re Umberto I dal 1879 al 1897 compresi.

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